MILANO — La domanda di partenza si può scrivere in diciassette caratteri, e la si può fare con uno strumento che esiste dal 1996, gratuito, installato di default su ogni Mac e su ogni Linux. Si chiama curl. Si digita curl -I seguito dal dominio di un sito, e la macchina restituisce gli header HTTP che il server mette nei propri pacchetti di risposta. Fra quegli header ce n'è uno che si chiama «Server», ed è pubblico per definizione: il sito stesso lo dichiara a chiunque lo interroghi. Per chi sceglie un software per il proprio concessionario, quella riga è un'informazione utile da leggere — dieci minuti prima della firma — quanto qualunque voce del contratto.
Per scrivere questa guida abbiamo osservato il mercato italiano del software per concessionari indipendenti lungo sei dimensioni misurabili — le stesse che un dealer può controllare da sé: stack tecnico, sicurezza HTTP, accessibilità mobile, fondamenti SEO, dati strutturati Schema.org e architettura del prodotto. I segnali AI più recenti (llms.txt, C2PA, MCP) sono trattati a parte, in forma qualitativa: nati dopo il 2024, è corretto non usarli per giudicare piattaforme costruite anni prima. L'obiettivo non è la pagella di un fornitore, ma una griglia di lettura riutilizzabile su qualunque prodotto.







